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Nel X° secolo, gli Almoravidi arrivano sul fiume Senegal.
Alla fine del XII° secolo, si impone l’impero del Mali seguito dall’impero Djolof durante il XV°secolo.
Nel 1444, i portoghesi giungono alla penisola che chiamano Capo Verde, creano dei caposaldi commerciali e sfruttano l’oro e il mercato degli schiavi.
Dal XVII° al XIX secolo, i paesi europei lottano per ottenere il controllo dei caposaldi.
Nel 1638, i francesi creano un caposaldo commerciale a Saint-Louis.
A partire dal 1670, le guerre sante imperversano durante due secoli tutto il paese; dal 1770 l’islam incomincia ad estendersi a tutto il Paese.
Durante il XVIII°ecolo, le colonie francesi di Gorée e di Saint-Louis si sviluppano.
Nel 1850 un grande impero islamico si estende verso Est, fino a Tombuctù e verso Ovest fino in Senegal.
Un francese Louis Faidherbe invade le terre degli Wolof crea delle piantagioni di arachidi, costruisce dei forti e fonda Dakar nel 1857.
In 1884/1885, alla conferenza di Berlino, i paesi europei si dividono il continente africano. La parte più importante dell’Africa occidentale diventa francese . La Gambia, terreno intercluso all’interno del Senegal, rimane britannica.
Nel 1945, la Francia continua a considerare il Senegal come parte integrante della metropoli.
Il 20 giugno 1960, il Senegal acquisisce l’indipendenza è Léopold Sédar Senghor diventa il primo Presidente della Repubblica (dal 1960 al 1980).
Nel 1980, Abdou Diouf è eletto alla presidenza del paese, e presiederà per altri venti anni. Liberalizza la vita politica, dando un orientamento liberale alla politica economica, e segue una politica internazionale attiva. Diouf deve confrontarsi a gravi conflitti interetnici con la Mauritania nel 1989 e vede scoppiare una ribellione armata nella Casamance nel 1990.
In Senegal come nel resto dell’Africa francofona, la crisi economica si aggrava nel 1990, ed è segnata da fallimenti importanti tra i quali la liquidazione di otto istituzioni bancarie, e una contrazione del PIL, conducendo alla svalutazione del franco CFA del 50%, l’11 gennaio 1994. La svalutazione del franco CFA riaccende le tensioni sociali e violente manifestazioni scoppiano a Dakar nel 1994.
Il 19 marzo 2000, Abdoulaye Wade è eletto alla presidenza della Republica, mettendo fine a 40 anni di governo socialista. Le elezioni legislative di aprile 2001 vedono la vittoria della coalizione Sopi: l’insieme dei partiti che sostengono il Presidente Wade ottiene 89 dei 120 posti all’Assemblea Nazionale.
Il Senegal è oggi una Repubblica presidenziale, dotata di una Costituzione ispirata dal modello di quella dell’antica potenza coloniale. Il Capo dello Stato è il Presidente della Repubblica (eletto ogni cinque anni con mandato rinnovabile una sola volta), che è affiancato da un Primo Ministro. Il Parlamento è composto dall’Assemblea Nazionale, i cui 120 membri sono eletti ogni cinque anni, che detiene il potere legislativo e vota le leggi. Il potere giudiziario è indipendente dal potere legislativo e dal potere esecutivo. Viene esercitato dalla Corte Suprema che interviene in caso di conflitti tra esecutivo e legislativo, nonché dalle Corti d’appello ed i tribunali.
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